LA FILOSOFIA

 

Abbiamo bisogno del cibo per nutrire il nostro corpo, ma anche per alimentare la nostra anima. Il cibo fornisce le componenti che presiedono al funzionamento dell’organismo, ma esso è legato altresì alla memoria affettiva, ai momenti condivisi con la famiglia e con la comunità; alla nostra storia personale e collettiva; alla Natura e all’uomo che insieme lo producono; alla cultura di chi lo elabora e di chi lo gusta.

La filosofia dell’Officina del Gusto muove da questo importante presupposto e si articola in cinque punti che sono il cardine dell’attività di Daniela Bovo e dei suoi collaboratori:

1) Mangiare è un piacere

L’hanno detto altri prima di noi ma è importante non darlo per scontato: mangiare è anzitutto un piacere. Mangiare è un’esperienza che coinvolge tutti i sensi; appaga la pancia e lo spirito; regala emozioni. Alcuni sostengono si tratti di golosità, secondo noi è passione per la vita: concedersi tempo e abbandonarsi a questo piacere, goderne consapevolmente è il più grande dono che possiamo farci.

2) Cucinare è un atto d’amore (verso se stessi e verso gli altri)

Certo non è facile: il nostro stile di vita è così frenetico da lasciare poco tempo alla cucina. Eppure preparare un pasto è un modo per prendersi cura di sé stessi, per diventare protagonisti della scelta alimentare e creatori della bontà. Preparare un pasto è una manifestazione di affetto nei confronti delle persone che abbiamo alla nostra tavola, perché mettersi ai fornelli con passione significa infondere l’amore nelle pietanze per farlo arrivare sino ai commensali.

 

3) Conoscere è migliorarsi

Il mondo della gastronomia non si esaurisce in un piatto ben eseguito. La gastronomia è fatta di persone, di volti, di ambienti e di storie; la gastronomia vive nell’intersezione di mondi che si intrecciano. E per noi è fondamentale cercare di esplorare questi mondi, andare alle radici del cibo che portiamo sulle nostre tavole per diventare migliori: come consumatori, come cuochi e come persone.

4) Rispettare ogni fase di produzione è un atto di responsabilità

Rispettare la materia prima come espressione di un territorio e di chi l’ha prodotta; rispettare la trasformazione gastronomica generata dalla sapienzialità e dalla cultura che l’ha elaborata o dalla creatività di uno chef; rispettare il momento del pasto perché necessario al benessere fisico ma anche emotivo. Rispettare l’ambiente; la società presente e passata; il nostro corpo ed il nostro spirito è il presupposto per assaporare pienamente una preparazione e garantirne la continuità.

 

5) Condividere accresce la gratificazione gastronomica

Tutti i cibi, così come noi li conosciamo, sono frutto di uno scambio. E’ condividendo che arricchiamo le nostre conoscenze; rintracciamo le complesse relazioni tra la vita quotidiana e l’alimentazione; superiamo i nostri limiti e ci apriamo all’altro. Il cibo consente di riconoscere il valore della diversità come fonte di crescita e di piacere. Crediamo quindi che condividendo l’esperienza gastronomica la soddisfazione che se ne trae sia maggiore e che le emozioni scambiate siano più intense e durature.